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Colline di Firenze
I colli intorno alla città di
Firenze sono
stati nel corso dei secoli una delle zone preferite dai signori, che potevano
trovarvi ristoro senza spostarsi smisuratamente da Firenze. II risultato è stata
una insolita fioritura di residenze gentilizie.
A queste splendide dimore di campagna si sono accostati stupendi giardini
all'italiana che si avvicendavano alle distese di ulivi. Oggi tale paesaggio è
stato in parte eliminato dall'urbanizzazione degli ultimi decenni. Rimangono in
ogni modo alcuni angoli quasi incontaminati come la villa Medicea della Petraia
e villa Demidoff, da osservare non solo per il loro valore artistico di gran
pregio, ma anche per la magnificenza dei loro giardini secolari.
Ville medicea della Petraia.
La villa Medicea della Petraia raffigura certamente una delle dimore gentilizie
più importanti dal punto di vista artistico sulle colline intorno a Firenze. La
sua struttura architettonica è contraddistinta da un semplice volume dal punto
di vista artistico squadrato a pianta quadrangolare con corte centrale, retto da
una compatta torre medievale.
Giardino e cortile
si estende su tre livelli, che vanno dietro la naturale pendenza della collina.
Nell'800 subì un robusto intervento di sistemazione che ne cambiò in parte le
forme originarie. Il livello inferiore è contraddistinto da aiuole a disegno
geometrico, tratto caratteristico del giardino all'italiana. Il livello
intermedio presenta una grande peschiera oltrepassata da una scala che porta al
terzo livello dove, sulla destra, si osserva un piacevole giardino pensile detto
piano della Figurina.
Oggi nel giardino si trova la vasca inferiore ottagonale; la statua in bronzo,
opera del Giambologna è preservata all'interno della villa. Da segnalare, a nord
sulla collina, un vasto parco romantico all'inglese, creato dal paesaggista
boemo Joseph Freitsch fra il 1836 e il 1850.
Villa
Merita particolare interesse lo Studiolo, che si giunge dal loggiato superiore
di sinistra. Qui si trovano affreschi illusionistici del XVI secolo, nonché la
statua, un tempo sulla fontana nel giardino pensile, rappresentante
Venere-Fiorenza che spreme dai capelli nelle acque dell'Arno e del Mugnone. Sul
lato opposto si trova la deliziosa Cappella Vecchia, che presenta affreschi del
‘500.
VILLA DEMIDOFF
Il parco di villa Demidoff può essere a buon diritto definito un'opera d'arte.
La proprietà fu acquisita nel 1568 da Francesco I de' Medici, che consegnò la
realizzazione della villa e l'assetto scenografico del parco a Bernardo
Buontalenti. Nel 1683 Ferdinando vi inaugurò un teatro stabile che accolse tutti
i più grandi musicisti dell'epoca.
L'avvento dei Lorena contraddistinse l'inizio della decadenza della villa, fino
alla sua distruzione nel 1824.
Nel 1872 i Savoia rivendettero la struttura alla famiglia Demidoff, che iniziò
una forte opera di restauro. L'antica paggeria, risalente all'epoca medicea, fu
trasformata nella nuova villa.
Oggi la villa è sede del Cedip - Centro Documentazione Internazionale Parchi,
che contiene un archivio di materiali su circa 4500 aree verdi fra Italia ed
estero.
Il parco
Il punto più importante del parco è l'imponente fontana dell'Appennino,
realizzata dal Giambologna fra il 1579 e il 1589. Appare come un edificio di tre
piani, che presenta vani allestiti a grotte, vivacizzati da giochi d'acqua e
rivestiti di spugne.
Un'altra opera dei Giambologna che merita particolare attenzione è la fontana
del Mugnone, costruita nel 1570 e posta all'estremità sud dei prato di fronte
alla villa.
Fra le memorie medicee merita un cenno specifico la Cappella, opera del
Buontalenti, a pianta centrale sovrastata da una graziosa cupoletta e con un
portico esterno.
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