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Certosa del Galluzzo
Sul monte Acuto si erge il profilo del complesso detto anche Certosa di
Firenze o di
Vai d'Ema, le cui potenti mura gli assegnano un aspetto quasi da fortezza.
Fondata nel 1342 da Niccolò Acciaioli, la Certosa si è accresciuta nel corso dei
secoli di rilevanti opere d'arte; i Certosini ne hanno mantenuto il possesso
fino al 1958, quando vi si sono insediati i Benedettini Cistercensi.
Certosa
del complesso (visite: in inverno 9-12 e 14-17, in estate fino alle 18; chiusa
lunedì) il compatto blocco di palazzo Acciaioli, iniziato nel XIV secolo su
progetto di fra' jacopo Passivanti e fra' Jacopo Talenti ma portato a
conclusione a metà del '500. Vi è sistemata una Pinacoteca, i cui pezzi di
maggiore rilievo sono rappresentati da cinque lunettoni ad affresco con scene
della Passione di Jacopo Pontormo.
S. Lorenzo
Sono enormi le proporzioni del piazzale su cui prospetta la cinquecentesca
facciata della chiesa, fondata nel XIV secolo; oltrepassato il coro dei
Conversi, un vestibolo precede la chiesa dei Monaci, importante principalmente
per gli stalli intarsiati e intagliati in legno di noce.
Si discende quindi alla cappella di Tobia, cripta sepolcrale della famiglia
Acciaiuoli, dove il monumento funebre di Niccolò Acciaioli è attribuito alla
bottega di Andrea Orcagna.
L'attigua cripta della cappella di S. Maria custodisce la lastra tombale del
cardinale Angelo Acciaiuoli.
Altri ambienti della Certosa
Dalla chiesa dei Monaci si accede al Colloquio, dove si segnalano le
cinquecentesche vetrate a grisaglia e un Cristo porta croce in terracotta
invetriata, opera di Gerolamo della Robbia nel chiostrino dei Monaci, spiccano
una lunetta con S. Lorenzo tra due angeli di Benedetto da Maiano e, sulla porta
della sala capitolare, due lunette del Bronzino, mentre il fastoso e
rinascimentale chiostro Grande cela 66 busti in terracotta invetriata, usciti
dalla bottega di Giovanni della Robbia.
Visita della Certosa
La Certosa è aperta tutti i giorni, ore 9-12 e 15-17; chiusa lunedì. In autobus:
n. 37 dalla Stazione di S. Maria Novella.
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